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La specializzazione per U.C da valanga è la più impegnativa sia per il cane che per il conduttore.

La prima difficoltà è costituita dallo scenario, di solito si opera in ambiente ostile e pericoloso, con forti nevicate, temperature estreme, raffiche di vento, nel buio, e sulla neve alta, tutte condizioni che rendono molto faticosa la movimentazione e richiedono un elevato dispendio di energie sia per il conduttore che per il cani.

Uno dei rischi reali per i soccorritori è quello di poter essere travolti da una nuova valanga, oppure di finire in qualche crepaccio o buco coperti dalla neve poco compatta e portata a valle dalla valanga.

Il corso iniziale per le U.C. che si avviano a questa disciplina dura una settimana durante la quale vengono svolte sessioni di lavoro intensivo sia teorico che pratico valutato attraverso un esame finale.

Il conseguimento della specializzazione nella sua forma più completa dura tre anni: nel primo il cane viene addestrato a ritrovare una persona sotto una coltre di neve di circa mezzo metro, nel secondo step è previsto il ritrovamento di due persone sotto circa un metro di neve e nel terzo le persone sepolte sotto la neve sono tre ad una profondità fino

ai due metri. Raggiunto questo obbiettivo l’unità cinofila, superati gli esami,  è operativa e, per tutta la “vita lavorativa”  dovrà sostenere stages annuali di aggiornamento per mantenere l'abilitazione.

Per operare in valanga bisogna avere e saper usare idonee attrezzature oltre ad un abbigliamento specifico per quel tipo di emergenza: sonda, badile, ortovox o pips, luce frontale, caschetto, imbrago per cane e conduttore, sci, pelli di foca e zaino allestito con il necessario, ricambi, thermos e viveri per operare in autosufficienza.

Il cinofilo deve essere ben preparato per adottare la migliore tattica di intervento, pianificando al meglio ed in sicurezza l’attività da eseguire nella zona di intervento. Per questo motivo vengono effettuati dei moduli di formazione dove si studia la conformazione e la composizione del manto nevoso e la sua instabilità.

La valanga può assumere differenti conformazioni: a lastroni (blocchi compatti e pesanti), oppure può essere fatta di neve farinosa o bagnata che la rende veloce e pesante.

Il cinofilo deve sapere sciare, saper sondare e utilizzare il pips, abituarsi a lavorare con il cane in presenza di molte persone, a salire e scendere dai mezzi impiegati nel soccorso (elicottero, gatto delle nevi, motoslitta, seggiovia) perché, spesso, il percorso di avvicinamento alla valanga richiede tempo e molta fatica.

La preparazione tecnico-fisica dell’unità cinofila e la tempestività di intervento serve ad evitare lo stato di ipotermia dei travolti dalla valanga, stato che grazie agli odierni materiali giunge più in ritardo ma con tempi, purtroppo, sempre brevi per l’arrivo dei soccorsi. Per questo l’addestramento ed una corretta pianificazione degli interventi risulta indispensabile in questo tipo di operazioni di soccorso.