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    ESERCITAZIONE UCIS - CRESCENTINO 2015

     

    Per la prima volta in Piemonte il Raduno Nazionale U.C.I.S., Unità Cinofile Italiane di Soccorso: una grande risorsa dove generosità, dedizione, professionalità ed impegno dell'uomo incontrano le insostituibili capacità del più fedele e disponibile degli amici, il cane.

    L'U.C.I.S. (Unità Cinofile di Soccorso) nasce nel 1988 come Associazione Nazionale di Volontariato. E’ inserita nell'Albo istituito presso il Dipartimento di Protezione Civile e raggruppa, tutela e coordina i Soccorritori Cinofili presenti sul Territorio Nazionale con circa 130 gruppi sparsi in tutta Italia per un totale di circa 1200 volontari a due e quattro zampe. L’U.C.I.S. si occupa inoltre della preparazione tecnica ed operativa delle varie realtà locali dettando linee guida coerenti con gli standard internazionali. Infine seleziona dai Gruppi aderenti le migliori risorse per proporsi come Squadra Nazionale, pronta ad operare anche in maxi emergenza, dentro e fuori i confini nazionale. 
    E non può che essere soddisfatto Antonio Guglielmi, presidente del gruppo “Protezione Civile - Cinofili Volontari - Onlus” di Palazzolo Vercellese, per essere riuscito ad organizzare a Crescentino in provincia di Vercelli, l’edizione 2015 del Raduno Nazionale del’ U.C.I.S. 
    Una scommessa vinta, frutto di mesi di intenso lavoro preparatorio, un successo che ha superato ogni più rosea aspettativa con numeri davvero importanti: trecento cani e quattrocento volontari provenienti da tutta Italia, l’occasione per incontrarsi, conoscersi e porre i presupposti per una sinergia con le forze istituzionali, primi fra tutti Guardia di Finanza e Soccorso Alpino, per una proficua collaborazione futura. 
    Il raduno è stato anche l’occasione per i partecipanti di dare prova del grado di specializzazione raggiunto. Quasi trecento team a "sei zampe", - cane e conduttore – si sono confrontati su molteplici scenari di ricerca che ricostruivano le diverse situazioni in cui possono trovarsi ad operare nella realtà di tutti i giorni le unità cinofile. 
    Grande soddisfazione è stata espressa anche dal presidente U.C.I.S., dott. Bruno Piccinelli, per come si è svolto il raduno e per come lo spirito del volontariato abbia sposato il grande amore per il cane. “Per la prima volta – ha detto il presidente - un raduno nazionale si è svolto in Piemonte, una regione per noi importantissima sia a livello logistico sia a livello operativo. Al gruppo organizzatore va il grazie mio e del direttivo. I siti dislocati in gran parte della Regione hanno consentito di dare prova delle nostre capacità di reazione e di azione, che nel tempo hanno portato a affermarci come riferimento per la cinofilia della colonna mobile nazionale di Protezione Civile”.
    Traguardi così ambiziosi si possono raggiungere solo con il costante impegno di ogni Gruppo aderente all'U.C.I.S. che, oltre ai normali compiti istituzionali, deve sottoporsi a verifiche periodiche, e partecipare ad esercitazioni, imulazioni, corsi di aggiornamento, studio e formazione, per garantire l'alto livello delle prestazioni richieste. 
    Le Unità Cinofile, per raggiungere l’operatività necessaria per il soccorso seguono un periodo di addestramento di circa due anni. In questo lungo periodo le due componenti della Unità Cinofila imparano a comunicare tra loro e la loro intesa diventa ogni giorno sempre più intensa. I metodi di addestramento sono basati sull'esaltazione degli istinti naturali, sul gioco e sul condizionamento. Sono banditi ogni forma di violenza o costrizione che priverebbero il cane dell'iniziativa necessaria e che lo renderebbero uno schiavo e non un compagno. 
    E’ perciò indispensabile che alla base del rapporto uomo – cane esista una grande passione su cui si andranno ad innestare le conoscenze specifiche per diventare una unità cinofila da soccorso. Il cane non è una macchina o un attrezzo che può essere riposto fino all'esercitazione successiva, ma un essere vivente cui deve essere garantito un benessere psico-fisico ottimale, un animale sereno desideroso di lavorare insieme al suo conduttore, quasi consapevole dell’importanza vitale di quello che sta facendo. In una parola: un cane felice.
     
                                                                      
     
     
     
     
     
                                      
     
     
     
     

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